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Premessa

Premessa

Per il settimo anno consecutivo il Gruppo Hera mette a segno una crescita positiva in tutti i risultati operativi nonostante la grave crisi economica internazionale. In Italia, nel 2009, i livelli di produzione hanno segnato un calo fino al 25%, il Pil una riduzione di quasi il  5%, le esportazioni sono diminuite di circa il 20,7% e le importazioni di oltre il 22%; la domanda di servizi energetici, ambientali e, seppur in minor misura, anche di quelli idrici hanno subito un calo incidendo sia sulle attività a libero mercato, che su quelle gestite in concessione.  La crescita dei risultati nel 2009 di Hera, nonostante i significativi effetti della crisi sulla domanda dei clienti, è stata sostenuta dai successi delle strategie di espansione dei mercati, di sviluppo degli impianti, di ampliamento per linee esterne e di efficientamento.

La strategia di crescita sui mercati liberalizzati ha condotto ad un considerevole aumento nel 2009 delle vendite nel settore energia elettrica (+38% rispetto al 2008) pur avendo già scontato gli effetti della crisi economica pari al  -6.4% in linea con il calo medio dei consumi di energia elettrica in Emilia Romagna e in Toscana. Questo risultato è in netto miglioramento rispetto alla performance del 2008 (+17%) che era valsa ad Hera l’inclusione tra le 10 società elettriche a maggiore tasso e velocità di crescita nell’area Medio Oriente, Europa e Africa nella classifica di Platts. L’aumento delle vendite 2009 è stato raggiunto grazie a una politica di sviluppo commerciale che ha portato ad un’espansione della base clienti passata da 287 migliaia a oltre 335, attraverso l’attività di cross selling alla clientela esistente e di conquista di quote in nuovi mercati geograficamente contigui ai territori di riferimento.

Il Gruppo Hera ha potuto fare leva su una efficiente forza commerciale e di assistenza post vendita che hanno determinato un elevato grado di fidelizzazione della clientela e favorito un’efficace azione di cross selling. Nella conquista di clienti in nuovi mercati e territori, Hera ha saputo formulare proposte commerciali competitive traendo vantaggio sia dai prezzi di mercato calanti delle materie prime, che dalle caratteristiche dell’assetto del Gruppo nella generazione.

L’azione commerciale si è sviluppata in modo equilibrato su clienti “business” di dimensioni medio-piccole e clienti “domestici”, mantenendo una base di clienti finali frammentata e con un buon grado di diversificazione.

Anche sul mercato della vendita di gas, in cui Hera già occupa il quarto posto a livello nazionale e una posizione importante nei territori di riferimento, le vendite 2009 hanno segnato un progresso rispetto ai livelli raggiunti nel 2008 (volumi a +12,4% e 5.000 nuovi clienti ). Questi risultati hanno significativamente risentito dell’effetto della crisi (stimato in circa -8% su base nazionale), ma hanno beneficiato da una parte di più favorevoli condizioni climatiche invernali che hanno favorito i consumi del mercato retail e, dall’altra, della tenuta delle quote di mercato oltre che dello sviluppo dell’attività all’ingrosso in capo a Hera Trading .

Il mercato dello smaltimento dei rifiuti industriali, in cui Hera detiene la leadership in Italia, ha risentito anch’esso della crisi economica per effetto del rallentamento delle attività produttive e industriali. A fronte di questo scenario, che ha causato una diminuzione del 13,7% dell’attività di Hera nel primo semestre, sono state avviate strategie commerciali di espansione della clientela attraverso sia il cross selling, sfruttando la base clienti, che un’attività commerciale di espansione del mercato strutturalmente incapace di soddisfare la domanda interna di trattamento di rifiuti. Tali politiche hanno evidenziato positivi risultati già nella seconda parte dell’anno ed hanno permesso di chiudere l’esercizio contenendo la riduzione dei volumi al 7,3%, che implica un miglioramento di oltre 6 punti percentuali rispetto al primo semestre. I volumi complessivi di rifiuti trattati sono sostanzialmente rimasti invariati grazie all’aumento dei volumi dei rifiuti urbani (+1,8%); la gestione dei flussi dei rifiuti ha garantito il pieno sfruttamento della capacità degli impianti WTE preservando così la capacità delle discariche.

La strategia di sviluppo impiantistico finalizzata all’integrazione verticale delle attività, è stata perseguita anche con la costruzione di nuovi impianti applicando l’expertise maturata negli anni nella costruzione e gestione degli impianti di trattamento dei rifiuti e di teleriscaldamento. Nel 2009 questa strategia ha permesso di avviare tre nuovi impianti: un Wte a Modena di 20 megawatt, uno dei maggiori impianti di termovalorizzazione del Gruppo, un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti organici a Cesena per la produzione di energia rinnovabile con una capacità di 40.000 tonnellate di rifiuti all’anno e, infine, un impianto di cogenerazione a Imola da 80 megawatt.

Anche le attività gestite in concessione nella distribuzione di energia, raccolta rifiuti urbani e servizio idrico integratohanno contribuito alla crescita dei risultati realizzati nel 2009 prevalentemente grazie agli adeguamenti tariffari in coerenza con i ritorni garantiti dalle leggi nazionali e dai nuovi sistemi tariffari. In particolare nella distribuzione del gas le autorità nazionali hanno concluso alcune procedure di verifica nel corso del 2009 ed hanno fissato i livelli tariffari definitivi per l’esercizio 2009 e per il corrente esercizio.

Alla crescita dei risultati ha contribuito anche la strategia di sviluppo per linee esterne con l’acquisizione di reti di distribuzione gas e teleriscaldamento nel territorio di riferimento del Gruppo (Ferrara, Ravenna e Imola) che erano precedentemente concesse in affitto al Gruppo da parte delle società patrimoniali deii comuni azionisti di Hera. L’acquisizione ha permesso di rafforzare la posizione competitiva in vista delle ormai prossime gare per l’affidamento delle concessioni di distribuzione gas. L’operazione, del valore di circa 145 milioni di euro, pari ai valori delle reti riconosciuti ai fini regolamentari (“RAB”), permette il risparmio di crescenti canoni d’affitto e ha generato alcune sopravvenienze attive connesse al rilascio di fondi accantonati per il ripristino dei beni al termine del periodo d’affitto.

E’ stata inoltre conclusa l’acquisizione del 25% del capitale di Aimag, società multi-utility operante nelle province di Modena e Mantova (nella vicina regione Lombardia) proseguendo la linea di sviluppo in territori contigui e strategicamente rilevanti. L’operazione ha comportato l’esborso di 35 milioni di euro che implica il riconoscimento di multipli in linea con quelli del mercato (circa 6 volte EV/Ebitda senza includere il valore delle sinergie estraibili). Gli utili di pertinenza di Hera connessi all’acquisizione di Aimag saranno registrati nei bilanci dell’esercizio corrente.

Un’ulteriore leva di crescita è quella dell’efficientamento sia in termini di estrazione di sinergie dalle aziende consolidate, sia in termini di riduzione dei costi delle attività operative attraverso razionalizzazioni societarie e organizzative. Nel 2009 è stata avviata la riorganizzazione delle attività energetiche regolamentate e liberalizzate (“unbundling”) tra diversi centri di responsabilità, la razionalizzazione societaria legata alla trasformazione delle Società Operative Territoriali (7 società operative multi-business possedute al 100% dalla Holding) in unità organizzative e il conseguente accentramento sinergico delle funzioni nella Holding.

Il mercato del debito ha offerto l’occasione di ottimizzare ulteriormente la struttura finanziaria di Hera. Il Gruppo ha emesso nuovi prestiti obbligazionari per 650 milioni di euro e rinegoziato le condizioni di un prestito esistente di 200 milioni di euro; inoltre si è proceduto ad un rafforzamento patrimoniale mediante l’emissione di 82,3 milioni di nuove azioni ordinarie (8% di aumento di capitale con una valutazione implicita delle azioni a 1,75 euro) con cui è stata finanziata l’acquisizione delle reti di distribuzione gas e teleriscaldamento.


 

Sui conti dell’esercizio, oltre agli impatti straordinari della crisi economica, hanno pesato altri significativi costi inattesi e non ricorrenti (28,3 milioni di euro) legati alla “moratoria fiscale” conseguenti ad un’ennesima reinterpretazione delle norme da parte delle autorità fiscali, governative e comunitarie sul tema del rimborso delle agevolazioni fiscali concesse alle aziende del settore alla fine degli anni ’90 e considerate forme di “aiuti di stato”. Grazie alla conservativa politica di gestione del rischio adottata dal Gruppo gli effetti della moratoria fiscale su Hera sono stati contenuti rispetto alla media del settore; all’atto di costituzione del Gruppo fu infatti stipulato un accordo che prevedeva che i rischi connessi alla moratoria fiscale delle aziende fuse nel Gruppo fosse sostenuto dai comuni conferitari. L’effetto negativo inatteso registrato è connesso alla moratoria fiscale dell’ex Meta di Modena, società incorporata dopo la costituzione del Gruppo.

La crescita dei risultati, realizzata senza l’effetto straordinario della moratoria fiscale, ha prodotto un utile netto rettificato di Hera dopo le minorities pari a circa 95,3 milioni di euro in crescita del 0,5% rispetto all’esercizio 2008.

Il Consiglio di Amministrazione proporrà la distribuzione di un dividendo pari a 0,08 euro per ciascuna azione e quindi per complessivi  89.201.100,32 euro.   

Poiché il risultato netto della capogruppo ammonta a 52.411.881,79 euro, che potrà essere distribuito - una volta detratta la quota a riserva legale – per 49.791.287,70 euro, si procede prelevando 39.409.812,62 euro dalla riserva che si generata, sempre nell’esercizio 2009, a seguito dell’operazione di scissione delle sot.  

Tale riserva, che ammonta complessivamente a 57.384.438,29 euro accoglie principalmente i dividendi che le Società operative territoriali hanno distribuito ad Hera Spa nel corso dell’esercizio 2009 e che la stessa Hera non ha potuto contabilizzare nel proprio conto economico come sempre avvenuto nei precedenti esercizi

Ebbene, tale riserva che prende il nome di “riserva per avanzo da scissione” può essere assimilata ad una riserva di utili e pertanto il suo prelievo integra la quota di utili che necessita per essere distribuita ai soci.

 
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