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Quadro regolatorio

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Di rilevante impatto sul mercato dei servizi pubblici locali sarà l'attuazione della riforma di cui all'art. 23 bis, Legge 6 agosto 2008, n.133, come modificata dalle successive normative emanate nel corso del 2009. In particolare, la Legge 20 novembre 2009, n.166, interviene, da un lato, offrendo a nuovi soggetti di mercato l'apertura del capitale di numerose società in house, dall'altra parte, limitando la tutela originaria delle società quotate, a partecipazione mista pubblico-privata, con una scadenza degli affidamenti condizionata alla diminuzione delle quote di azionariato pubblico, sotto il 40 per cento entro il 30 giugno 2013, quindi sotto il 30 per cento entro il 31 dicembre 2015. Il regolamento attuativo, previsto originariamente dall'art. 23 bis, benché da tempo predisposto dal Governo, non è stato ancora emanato in quanto in attesa del necessario parere della Conferenza Stato - Regioni.
Ulteriori modifiche alla riforma operata dal 23 bis hanno riguardato la revisione del campo d'applicazione, con l'esclusione di servizi (gas, energia elettrica e trasporti) che quindi tornano ad essere presidiati dalle rispettive normative specifiche. In particolare, l'esclusione del settore gas dal perimetro del 23 bis fa salvo l'art. 46 bis della legge 29 novembre 2007, n. 222, che prevede la determinazione, ad opera ministeriale e attualmente definita in via provvisoria, dei nuovi ambiti di gara per l'affidamento del servizio di distribuzione.
La predisposizione del decreto relativo è comunque da valutarsi con favore, sia perché costituisce una svolta in un processo iniziato da tempo, sia perché individua una dimensione media d'ambito, coincidente con il livello provinciale ed un limite massimo di trecento mila clienti finali, che si trova in linea con le esigenze industriali e le attese del Gruppo.

In tema di fonti rinnovabili, la legge 23 luglio 2009, n.99 introduce importanti novità. Si evidenzia il passaggio dal lato dell'offerta (soggetti produttori ed importatori) al lato della domanda dell'obbligo di immissione in rete di una data quota di energia rinnovabile, nonché la correzione in aumento, da un valore di 1.1 ad un valore pari ad 1.3, del coefficiente che moltiplica l'energia prodotta dalla trasformazione dei rifiuti biodegradabili, come previsto dal sistema incentivante della legge finanziaria 2008, ai fini del calcolo dei Certificati Verdi.


Sempre all'interno della Legge n. 99 del 2009 è prevista una gas release da 5 miliardi di Smc, per stimolare il regime concorrenziale ed una maggiore apertura del mercato, dove il prezzo da riconoscere al soggetto cedente sarà basato sul confronto con i prezzi medi europei e dove la differenza tra tale prezzo e quello corrisposto agli acquirenti sarà rivolta in favore dei clienti industriali che dimostrino un dato coefficiente di utilizzo dei prelievi di gas.

Infine, a tutela dell'utenza, lo stesso provvedimento introduce una nuova norma sulla Class action. L'"azione di classe" potrà essere intrapresa da singoli clienti "domestici" e non da imprese, professionisti o società, quindi potrà rivolgersi sia verso imprese che esercitano un servizio di pubblica utilità (ad esempio, somministrando energia elettrica e gas ai consumatori), sia verso concessionari di pubblici servizi in regime di monopolio legale (ad esempio, imprese che gestiscono il servizio idrico integrato), limitatamente ai rapporti contrattuali con i consumatori predetti.

Si segnala infine che nell'ambito della Legge 28 gennaio 2009 n. 2 (legge di conversione del Decreto legge 29 novembre 2008 n. 185), recante "Misure urgenti per il sostegno alla famiglia, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", sono state introdotte una serie di innovazioni volte a riformare il funzionamento del mercato elettrico nazionale. Tra le principali novità vi è la prospettata modifica del meccanismo di determinazione del prezzo dell'energia elettrica dall'attuale System marginal price al Pay as Bid, modifica in seguito congelata dal Decreto attuativo del MSE che ne ha posticipato la valutazione ad aprile 2012.

Per quanto concerne gli sviluppi regolamentari, le principali novità hanno riguardato il settore del gas. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas con la delibera ARG/gas 64/09, che approva il Testo Integrato delle attività di Vendita del Gas naturale (TIVG), ha riunito, razionalizzandola, la regolazione inerente il mercato della vendita del gas naturale ai clienti finali aventi diritto al "servizio di tutela". Tra le novità introdotte, in un quadro di complessiva continuità con il passato, si evidenziano: la progressiva restrizione dell'ambito di applicazione del "servizio di tutela", che a partire dal 30 settembre 2010 riguarderà solo i clienti finali domestici; la conferma dei criteri di calcolo e dei livelli in essere della Componente la Commercializzazione all'Ingrosso (CCI), nonché l'innalzamento del riconoscimento tariffario a copertura dei costi di commercializzazione della Vendita al Dettaglio (QVD).
Tali nuove disposizioni hanno trovato il positivo accoglimento da parte degli operatori, in quanto ritenute idonee a creare sufficienti spazi di manovra per riprendere quel processo di competizione nel mercato della vendita al dettaglio del gas naturale, che negli ultimi anni aveva conosciuto una battuta d'arresto.

Con la delibera ARG/gas 79/09, l'Autorità ha approvato le tariffe obbligatorie per la distribuzione del gas naturale per il quadriennio 2009-2012. Nell'intento di ridurre l'aumento tariffario conseguente all'applicazione della delibera ARG/gas 159/08, per definire le tariffe obbligatorie l'Autorità ha esteso l'applicazione del coefficiente di gradualità anche alla parte della tariffa a copertura degli ammortamenti, mentre la delibera prevedeva espressamente l'applicazione ai soli costi di capitale.

Trasversale ai settori elettrico e gasiero, la disciplina generale dell'unbundling contenuta nella delibera n. 11/07 è stata oggetto di una complessa vicenda contenziosa, che ha coinvolto, tra l'altro, una recente pronunzia del Tar Lombardia. Quest'ultima, esprimendo un giudizio negativo sulla vigenza della delibera ARG/comm 132/08, volta a definire Linee Guida per il programma di adempimenti in materia di unbundling, conferma le decisioni contenute nelle sentenze del Consiglio di Stato, rese sui ricorsi a suo tempo proposti per l'annullamento della delibera n.11/07.
In sintesi, tre sono i profili della disciplina impattati dal contenzioso: l'inclusione dell'attività di misura del gas nella separazione funzionale, che è stata giudicata non giustificata; l'inclusione di alcune figure dirigenziali nel Gestore indipendente, sulla quale si attende ancora una pronuncia definitiva da parte dell'Autorità; infine, il grado di pervasività delle Linee Guida in materia di predisposizione del programma di adempimenti da parte del Gestore indipendente, che è stato ritenuto eccessivo. Ne consegue, fermi restando i principi intangibili di indipendenza, terzietà e trasparenza nella gestione delle reti, una maggiore flessibilità, accompagnata dalla consapevolezza, dichiarata dallo stesso regolatore in consultazione, della natura "transitoria" (in attesa, vale a dire, del completamento della riforma strutturale del mercato, questa volta ad opera della concorrenza) di alcune delle disposizioni in materia di separazione, quali ad esempio quelle sui sistemi informativi, ad elevato impatto organizzativo ed economico.

Altre novità hanno riguardato il riordino della disciplina inerente la regolazione delle partite fisiche ed economiche del servizio di dispacciamento, attraverso l'approvazione del Testo Integrato del Settlement, l'emanazione, in prospettiva dual fuel, di una direttiva per l'armonizzazione e la trasparenza dei documenti di fatturazione unica per entrambi i settori regolati, nonché l'avvio, anche per il settore elettrico, del procedimento finalizzato all'adozione di standard di comunicazione tra venditori e distributori, propedeutico all'introduzione di un codice di rete atteso dai distributori e dagli operatori di mercato.

 
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