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32 Fondi per rischi ed oneri

 
 31-dic-08AccantonamentiUtilizzi e Altri movimentiVariazioni area di consolidamento31-dic-09
  AccantonamentiOneri finanziari   
Fondo ripristino beni di terzi80.47611.2867.514-29371 69.905
Fondo spese chiusura e post-chiusura discariche79.2664.6455.675-4229 85.357
Fondo spese legali e contenzioso del personale14.8562.4430-876 16.423
Altri fondi per rischi e oneri19.1916.7330-1159018114.515
Totale193.78925.10713.189-46.066181186.200

Il fondo ripristino beni di terzi, pari a 69.905 migliaia di euro include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti sulla Capogruppo e sulle controllate Marche Multiservizi Spa e Herambiente Srl, quali società affittuarie delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti sono stati effettuati in base alle normali aliquote di ammortamento previste per i cespiti in questione; aliquote stabilite contrattualmente al fine di indennizzare le società locatrici del deperimento dei beni utilizzati per l'attività d'impresa ed applicate al valore dei beni ricevuti in affitto.
Il fondo, in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37, riflette il valore attuale di tali esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità di ambito, per quanto concerne il servizio idrico ed allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi per competenza.
Il significativo decremento che si è determinato nell'esercizio è imputabile alla risoluzione, a far data dal 1° luglio 2009, dei contratti di affitto in essere con le società degli Asset Con.Ami e Area Asset Spa. Risoluzione propedeutica al conferimento dei beni da parte delle stesse società nell'ambito dell'operazione di aumento di capitale di cui si è detto in premessa.

Il fondo spese chiusura e post-chiusura discariche, pari a 85.357 migliaia di euro rappresenta quanto stanziato dal Gruppo per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in uso. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati in ottemperanza al disposto dello Ias 37. Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla componente finanziaria desunta dal procedimento di attualizzazione, mentre gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell'anno.
Gli "utilizzi e altri movimenti", registrano un decremento di 4.229 migliaia di euro, costituito da 7.045 di decrementi per utilizzi fondi relativi a discariche chiuse dei quali per 2.366 migliaia di euro sono stati contabilizzati con contropartita tra gli "altri ricavi" (si veda in particolare la nota 5 del conto economico), a fronte di costi interni principalmente per manodopera e utilizzo mezzi. Si rileva infine un incremento di fondo per 2.816 migliaia di euro dovuto principalmente ad una nuova discarica acquisite da una controllata del Gruppo.

Il fondo spese legali e contenzioso del personale, pari a 16.423 migliaia di euro riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.
Il fondo è inoltre comprensivo di 6.062 migliaia di euro, relativi al contenzioso in essere con l'Inps in merito al preteso pagamento dei contributi sugli ammortizzatori sociali (Cig, Cigs, mobilità), sulla riduzione delle aliquote di contribuzione per assegni familiari al nucleo familiare (Cuaf) e per il contributo di maternità in relazione al personale regolato dal Ccnl del settore elettrico nell'ambito del territorio di Modena.
In relazione ai contributi sulla Cig, Cigs e mobilità il Gruppo Hera non ritiene dovuta la contribuzione, in base a specifiche norme di legge e alla considerazione che tali ammortizzatori sociali sono in concreto inutilizzabili in quanto il Gruppo gestisce servizi essenziali che devono essere assicurati costantemente.
L'Inps d'altro canto ritiene che la trasformazione in società per azioni e la cessione a privati anche di una sola parte del capitale azionario, valga a far ritenere dovuta l'obbligazione contributiva.
Con messaggio n. 18089 del 10 luglio 2007 l'Inps ha però fissato la decorrenza dell'obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità, secondo i principi delineati dalla circolare n. 63/2005, dalla data di emissione della circolare stessa, cioè maggio 2005. Ciò in ossequio all'orientamento espresso dal Consiglio di Stato (parere n. 65 dell'8/2/2006, riferito ad Enel Spa) in ordine alla non retroattività degli obblighi contributivi richiamati dalla circolare. In realtà, nonostante il tenore letterale del messaggio sembri riguardare senza dubbio anche le imprese industriali degli enti pubblici (ex municipalizzate), l'Inps ha ritenuto, sostenendolo anche in giudizio, che il messaggio, agganciandosi alla circolare 63/2005, ne riprende l'ambito di applicazione riferendosi perciò solo all' Enel Spa. In data 5 febbraio 2008, è intervenuto il Ministero del Lavoro che, con comunicazione indirizzata alla Direzione Generale Inps, ha ritenuto che le conclusioni cui giunge il Consiglio di Stato in ordine alla non retroattività ante maggio 2005 dell'obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità rivestano necessariamente carattere univoco e generale, al fine di tutelare l'imprescindibile principio della "par condicio" tra operatori del mercato e sono pertanto applicabili anche alle imprese industriali degli enti pubblici (di cui fa parte anche il Gruppo Hera).
La tesi del Gruppo sul mancato obbligo di versamento della contribuzione Cig e Cigs era stata confermata nel 2004 con sentenza del tribunale di Genova, poi però riformata in appello nel novembre 2005. Nel dicembre 2006 il giudice del lavoro di Ravenna ha accolto due ricorsi per Hera Ravenna Srl ed Hera Spa dichiarando non dovuta, oltre alla contribuzione per disoccupazione involontaria, anche la contribuzione di Cig, Cigs e mobilità, diversamente da quanto preteso dall'Inps.
A seguito di un'azione di accertamento promossa nel 2000 da Amir Spa è stato promosso ricorso in Cassazione da parte di Hera spa, concluso con sentenza 14847/09 di rigetto del ricorso per la contribuzione Cig, e con rinvio al Giudice di appello per la contribuzione di Mobilità. Tuttavia, bisogna tener conto che risulta pendente in Cassazione un ulteriore processo, non del gruppo Hera, proveniente dalla Corte d'Appello di Genova. La Cassazione potrebbe pertanto rivedere l'orientamento, con riflessi anche sui giudizi di primo grado. Quanto meno, dovrebbe essere certo l'esonero dei contributi di Cassa integrazione dei periodi precedenti al maggio 2005, secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato.

Peraltro, è opportuno precisare che non potranno esserci da parte dell'INPS nuove pretese in materia di Cig, Cigs e Mobilità a seguito del nuovo inquadramento nel settore Terziario a partire dal 2010 della quasi totalità delle società del Gruppo (la contribuzione in oggetto è applicabile al solo settore Industria).

Per quanto riguarda la contribuzione per assegni per nucleo familiare (Cuaf) e il contributo maternità, questa tipologia di contenzioso è relativa al solo personale Inpdap regolato dal Ccnl del settore elettrico, e consegue all'interpretazione dell'art. 41 della legge 488/1999 (legge finanziaria anno 2000); in particolare è relativo al solo territorio di Modena, derivando dalla ex Meta Spa. A seguito di un confronto condotto a suo tempo con l'Ufficio Gestione Posizioni Assicurative dell'Inps di Modena, a far data dal 2001, la ex Meta Spa aveva applicato la riduzione delle aliquote contestualmente alla richiesta di rimborso dei maggiori contributi versati, ma non dovuti, relativi all'esercizio 2000 (rimborso poi effettivamente avvenuto tra il 2001 e il 2002).
A partire dal novembre 2003, però, l'Inps ha notificato gli avvisi con i quali richiedeva il pagamento dei contributi ad aliquota piena, modificando completamente la posizione interpretativa precedentemente assunta, ritenendo che la riduzione delle aliquote Cuaf e Maternità dovute dal settore elettrico non spettasse per i lavoratori iscritti all'Inpdap. Tale riduzione, invece, è pacificamente applicata per le società del Gruppo Enel Spa. Il differenziale contributivo per Cuaf e Maternità che le imprese di servizi devono versare per il personale iscritto all'Inpdap è pari al 4,29% complessivo in più rispetto a quanto devono versare per il personale Inps.
Tale maggiore aliquota costituisce una grave penalizzazione per le imprese "ex municipalizzate" rispetto ad altri operatori del mercato. Questa mancata armonizzazione contributiva, conseguente alla L. 335/1995, è stata più volte portata dalla Confservizi all'attenzione del Ministero del Lavoro, che ha interpellato il Consiglio di Stato, il quale ha ritenuto necessaria (circ. n. 88 del 31/05/2004) un'apposita iniziativa legislativa, escludendo la possibilità di una soluzione amministrativa. Nonostante gli sforzi della Confservizi per sollecitare tale iniziativa legislativa, non si è ad oggi pervenuti ad alcun risultato.

Da ultimo un accenno alla evoluzione normativa in materia di contribuzione di Disoccupazione e Malattia.Il D.L. 112/2008 - art. 20 ha fatto decadere per il passato ogni pretesa dell'Inps in materia di contribuzione di Disoccupazione e Malattia. La parte di contribuzione contenuta nelle cartelle a tale titolo non costituisce più un rischio. Né d'altronde potranno esserci nuove pretese dell'Inps in quanto tutte le società del Gruppo Hera versano regolarmente la contribuzione di Malattia dal 2005 e quella di Disoccupazione dal 2009.
Tenuto conto di quanto più sopra, è stato appostato un fondo di 6.062 migliaia di euro per far fronte alle passività derivanti dalle cartelle fino ad oggi pervenute e sospese pari a circa 20,90 milioni di euro. Tale importo si riferisce alla contribuzione contenuta nelle cartelle a titolo di Cig, Cigs Mobilità, Cuaf e Maternità; non comprende invece la parte a titolo di contributi di disoccupazione e malattia per i motivi sopra esposti.
Tale fondo, costituito con criterio prudenziale è da considerarsi congruo tenuto conto della presumibile evoluzione del contenzioso e sentito anche il parere dei legali incaricati.

Gli altri fondi per rischi ed oneri, pari a 14.515 migliaia di euro accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una sintetica composizione delle principali voci:

  • 1.697 migliaia di euro si riferiscono alla quota Mis, oneri di continuità e perequazione del servizio elettrico;
  • 2.104 migliaia di euro sono relativi a spese di ripristino di beni gratuitamente devolvibili del sistema acquedottistico in concessione del fiume Rosola;
  • 2.546 migliaia di euro relativi agli accantonamenti al fondo fughe del servizio idrico per indennizzi a clienti;
  • 1.623 migliaia di euro relativi al fondo denominato "Valle Savio"costituito per far fronte a opere da eseguire a favore della comunità adiacente la discarica Busca, nel comune di Cesena, come previsto dal contratto di concessione;
  • 1.719 migliaia di euro, sono relativi all'accantonamento per il costo di smaltimento di rifiuti stoccati presso alcuni impianti del Gruppo;
  • 2.212 migliaia di euro si riferiscono all'accantonamento effettuato in relazione ai possibili effetti della delibera AEEG 89/08 (ec79/07), la quale prevede l'obbligo, da parte delle società di vendita gas, di un riconoscimento economico ai clienti finali ex OTB (opzione tariffaria base), per il periodo riferito al primo semestre 2006. Le stesse società si sono viste riconoscere una quota parte di tale onere dai venditori grossisti, oltre a quanto rinegoziato con gli shipper circa le condizioni preesistenti di fornitura di materia prima. L'importo residuo al 31 dicembre 2009 corrisponde allo scenario più prudente in relazione a quanto potrà essere riconosciuto ai clienti finali. La diminuzione rispetto al periodo precedente (2.600 migliaia di euro) è dovuta ai conguagli effettuati ai clienti attivi.