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Analisi dei business – scenario macroeconomico

 Esercizio 2009Esercizio 2008Variazione %
Prezzo Brent  Dated $/bbl61,5196.99-36,60%
Cambio $/euro1,391,47-5,4%.
Prezzo Brent Dated euro/bbl44,25.65,03-32%…

Per quanto riguarda le commodity energetiche, il prezzo del petrolio greggio brent (ARA Spot Average) che influenza significativamente il costo unitario dei combustibili liquidi e gassosi sul mercato nazionale, ha fatto registrare valori medi inferiori a quelli del 2008 passando da 96,99 dollari al barile a 61,51 dollari al barile, con una punta di 76,66 dollari al barile nel mese di novembre 2009.

 
Andamento greggio

Relativamente all’energia elettrica, nel 2009 il prezzo medio in borsa (Pun) è stato pari a 63,72 euro/Mwh con una flessione del 26,8% rispetto al valore di 86,99 euro/Mwh del 2008. Il calo del Pun è stato di 31,33 euro/Mwh nelle ore di picco, attestatesi a 83,05 euro/Mwh ed inferiore ai 20 euro/Mwh nelle ore fuori picco.

L’andamento dei prezzi è stato caratterizzato dalla presenza di un differenziale negativo tra il 2008 e il 2009 che si è divaricato rapidamente a partire dal mese di marzo. Tale andamento è da mettere in relazione sia alla rapida discesa del prezzo dei combustibili, che ha caratterizzato tutto l’anno 2009, sia alla forte riduzione della domanda elettrica per effetto della recessione.
E’ interessante notare che la contrazione dei prezzi di vendita dell’energia elettrica è stata comunque maggiore di quella dei costi dei combustibili, segno di una maggiore concorrenza e di una minore concentrazione di mercato.
Nel 2009  sono stati infatti completati ulteriori nuovi impianti di produzione per circa 6.000 MW, a fronte di un tasso di utilizzazione del parco installato in costante diminuzione per la forte riduzione della domanda.

L’esiguo spark spread registrato, sta di fatto cominciando a rendere critica la situazione di impianti anche moderni.

 

Per quanto riguarda il gas, il mercato italiano che nel 2009 si prospettava già con eccesso d’offerta in conseguenza delle nuove infrastrutture entrate in produzione in corso d’anno (Gas Naturale Liquefatto di Rovigo, 2° step del Trans Austria Gasleitung e del Trans Tunisian Pipeline Company), ha dovuto fare i conti con una drastica riduzione dei consumi, crollati a  78 miliardi di metri cubi per effetto della forte contrazione registrata nei settori industriale  e termoelettrico.

I maggiori operatori nazionali ma anche quelli europei, dotati di contratti di lungo periodo direttamente con i produttori,  sono in parte incorsi nelle penalizzazioni di Take or Pay e stanno ora rinegoziando le condizioni contrattuali sia in termini di flessibilità che di prezzo.

L’esubero di gas sul mercato europeo ha ovviamente innescato una caduta dei prezzi e l’incremento dei volumi trattati sui mercati Spot.

In questo contesto,  il valore medio della  Quota energia (Qe) nel 2009, calcolata facendo riferimento alle Delibere dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg) n. 134/06 e 192/08, è stato pari a 24,97 euro cent/metro cubo  rispetto ad un valor medio di 28,42 euro cent/metro cubo nel 2008 e ad un valore atteso di 23,46 euro cent/metro cubo per il 2010. Come è possibile desumere da tali dati, la brusca riduzione del prezzo del petrolio registrata  nel corso del secondo semestre 2008, per la gran parte si è scaricata sui prezzi del gas  nel corso del 2009. Questo, naturalmente per effetto dei ritardi connessi alle formule di aggiornamento del prezzo gas.

Nel corso del 2010 è previsto l’avvio della Borsa del gas anche se restano tuttora irrisolti diversi aspetti correlati sia alla scarsa efficacia del sistema di rilevazione/determinazione dei consumi che alla ridotta disponibilità di stoccaggio, con il rischio concreto che possa essere pregiudicata/ritardata la possibilità per l’Italia di diventare un hub del gas, come auspicato da tanti.

 
 
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